Short Stories

​La traduttrice

la traduttrice paolo carnevali short story

Una short story di Paolo Carnevali

Giocavi con la matita mentre leggevo la poesia che avresti tradotto. Eri attenta.
< Sai osservare la fragilità dei pesi? > le domandai.
< È molto difficile. > rispose pensosa.

Continue reading…

La luce bianca

Immagine La luce bianca racconto di Veronica Nucci illustrazione di Francesco Ferraro

Una short story di Veronica Nucci

Quando avevo vent’anni attraversavo le città correndo. Correvo a perdifiato, con la testa bassa, ad accompagnarmi c’era solo lo scricchiolio del movimento costante e involontario delle mie gambe che, una davanti all’altra, provavano a portarmi a destinazione come un qualunque mezzo di trasporto.

Continue reading…

Le parole intraducibili

Ho trascorso la mia giovinezza tra le montagne, rifugiandomi tra le rocce durante i temporali estivi, portando le mie pecore dove l’erba fosse più verde, bevendo l’acqua gelida dei torrenti. Mi sono occupato poco della mia educazione, certo so leggere e scrivere, conosco le musiche e le danze tipiche del mio popolo, recito al mattino e a sera le mie preghiere. Ma non conosco le formule matematiche per moltiplicare a mente, la composizione chimica dell’aria, le leggi fisiche che fanno andare avanti e non indietro il mondo.

Continue reading…

742 – A short story

742 short story - racconto Laila

I came in, tripping on my own feet. I hit the wall several times, blaming the fact I wasn’t able to find the switch and turn on the light. I shut the door so hard, that I felt the floor trembling. I needed just a moment for my eyes to get used to the light. They were itching so bad that I was almost crying. With my back glued to the wall, I slid down, curling in my lap and arms.

Continue reading…

Il disagio, Bukowski e la poesia

bukowski racconto paolo carnevali

Un breve racconto di Paolo Carnevali, una short story che rievoca Bukoswki e gli eterni dilemmi degli scrittori.

Bukowski ripartiva la corrispondenza protetto dai suoi sogni. Lo osservavo distrattamente. L’ufficio era un luogo caotico, sembrava di vivere dentro una commedia irreale dove veniva praticata la regola del vivere alle spalle del prossimo. Regolato da carriere pilotate di inetti leccaculi al servizio di una mafia negli ultimi anni incancrenita. Odiavo quel posto.

Continue reading…

60 secondi più grandi di te, Islanda 2016

islanda aereo americano precipitato 60 secondi più grandi di te

Grazie al cielo hanno inventato i sedili riscaldati

Vik, 16 dicembre 2016. Sulla strada del ritorno, al quarto e penultimo giorno di viaggio, potevo già iniziare a tirare le somme di questa avventura. Alla guida di una Kuga 4×4 presa a noleggio, per tutti e quattro i giorni passati sull’isola, fari e tergicristalli erano perennemente attaccati. La pioggia fine ma incessante non dava un attimo di tregua, motivo per cui vedere l’aurora boreale era l’unica voce ancora non spuntata che avrebbe completato la mia lista di cose da vedere in  programma.

Continue reading…

Serafino, preposto al coraggio

Serafino preposto al coraggio angel

Gli angeli si diplomano al Conservatorio Astronomico perché studiano la musica, che le sfere celesti producono ruotando. Fanno l’analisi armonica degli accordi supremi che, una volta, anche gli uomini eletti (Pitagora, ad esempio) avevano la forza e il diritto di ascoltare.

Continue reading…

Teste bianche

Teste Bianche Racconto Alessando Mambelli

“L’amor nostro era puro/ come neve suoi monti/ e bianco come la luna/ che appare tra le nuvole/ Mi van dicendo/ che i tuoi pensieri/ son doppi. Ed ecco/ son venuta per rompere/ Oggi berremo/ una coppa di vino/ doman ci lasceremo/ lungo il Canale/ Così, camminando/ lungo il Canale/ fin dove biforca/ Levante, Ponente/ Ohimè, ohimè/ e ancora ohimè!/ Così pianger deve/ una fanciulla/ quando è sposata/ se non ha trovato/ uno dal cuor sincero/ uno che non la lasci/ finché ha bianchi i capelli.”

Cho Wen-Kiun, “Canzone delle teste bianche”

Il vecchio Tsundoku camminò dalla sua casa in riva al lago sino alla dimora del poeta Ssuma Siang-yu seguendo la stessa identica strada acciottolata che percorreva ogni giorno, pioggia o sole, da tempo immemore – il padre del padre di Ssuma, mentre era ancora vivo, ricordava il vecchio Tsundoku quando già giovane e virgulto correva come una lepre sino in cima alla collina, si affacciava al cancello e chiedeva il permesso di entrare (era stato proprio il padre del padre di Ssuma ad assumerlo come giardiniere, e da generazioni era rimasto fedele alla famiglia e per sempre chirurgico nel suo lavoro).

Continue reading…

The beauty and the dreamer

The Beauty and the dreamer

Short story

Stella

Non si era mai accorta di come al mattino tutto il cielo si colorasse di rosa. Non aveva mai avuto il tempo di soffermarsi sulla bellezza del giorno che nasce. Le avevano insegnato a non badare a quelle sciocchezze da poeti. Ma da quando era successo tutto, le cose erano cambiate. Era sola, aveva tempo. Tutto il giorno.

Continue reading…