Lidia Yuknavitch trascende tempo, spazio e generi nel suo nuovo romanzo, L’impulso
Immaginate di poter viaggiare attraverso il tempo, basta gettarvi in acqua, seguire le correnti, seguire la storia e ascoltare la voce di balene, tartarughe e vermi. Immaginate di essere una portatrice, in un mondo al collasso, che sia il passato e il futuro.
È ciò che succede a Laisvė, bambina-donna protagonista dell’ultimo straordinario romanzo di Lidia Yuknavitch, L’impulso, pubblicato da nottetempo. Laisvė, nata alla fine del XXI secolo, fuggiasca, curiosa, naviga attraverso il fragile mondo della sua epoca, e torna indietro nel tempo, incontrando i più diversi personaggi. Operai alle prese con la costruzione della Statua della Libertà, Aurora, una donna che trascende generi e spinge la sessualità a nuovi confini, Mikael, giovane rinchiuso e prigioniero forse più della sua mente che dalle sbarre che lo circondano. A tutti Laisvė porterà un dono, fisico o intangibile, ma che cambierà i loro destini.
L’impulso diventa dunque un romanzo corale, dove tutte le voci si mescolano dando vita a un intreccio di eventi che sbalza il lettore avanti e indietro nel tempo. In questo collage di voci e stili diversi, Lidia Yuknavitch inserisce anche una distopia climatica, una critica ai generi pre-impostati, alla violenza del mondo, a ciò che ci previene dall’essere ciò che desideriamo. L’autrice gioca con le parole, diventa tutto fluido, come l’acqua che scorre e modifica, noi e il tempo.
È un romanzo di potenzialità, di sé e forse, dove ognuno può trovare un percorso diverso, reinventarsi o accogliere il calore di qualcuno dentro sé, anche se solo per un istante.
Lidia Yuknavitch con L’impulso compone un romanzo magistrale che apre spazi e visioni sulle nostre identità e sul nostro tempo.
Stefania Grosso
