Un saggio che ripercorre e illumina il cammino della stampa, dai caratteri mobili alla rete: è Post-Digital Print di Alessandro Ludovico
Ogni tanto si sente ancora dire: la carta stampata, il libro, è morto. Eppure, questa profezia, che risale ancora a fine ‘800, non si è mai avverata. E ne identifica il perché e il come Alessandro Ludovico nel suo saggio Post-Digital Print, pubblicato ora da Timeo.
Uscito in realtà nel 2012, in forma di PDF contenuto in una chiavetta USB, prima di essere stampato e distribuito, Post-Digital Print è un riuscito tentativo di ripercorrere l’evoluzione della stampa, più che quella tradizionale, quella DIY, quella sotterranea, dalle fanzine ai Samizdat. Perché è nella stampa clanestina, nel fai-da-te, che Alessandro Ludovico trova la vera forza, sovversiva e artistica, della carta stampata, di questo strumento tecnico/tecnologico che ha rivoluzionato le nostre vite più di ogni altro sistema.
Ed è questa forza, questa incredibile capacità di trasformazione e adattamento che fa sì che la stampa sopravviva anche al tempo della rete, dove ogni cosa è fulminea, sempre a disposizione, digitalizzata e preservata nei server sempre accessibili. Eppure, la stampa resiste.
Alessandro Ludovico, professore, artista, mediattivista e fondatore lui stesso di una rivista online, traccia con maestria i parallelismi tra stampa e rete e allo stesso tempo ne identifica le differenze, ma non in negativo, al contrario, suggerendo una collaborazione, un parlarsi tra questi due potenti strumenti, per una diffusione culturale e artistica nuova e rivoluzionaria.
Post-Digital Print diventa dunque una lettura straordinaria del più potente mezzo di comunicazione che abbiamo, diventa un saggio che unisce e apre la strada a nuove idee. Illuminante, fondamentale.
Stefania Grosso
