Suzi-Lori Parks scrive una commedia umana intrisa di razzismo e sfortune, per una strampalata caccia al tesoro
Suzan-Lori Parks ci porta in Texas, anni ’60. Dove essere neri è difficile, dove essere poveri è difficile, e dove il razzismo ancora dilaga e i soldi mancano sempre.
I Beede però sono una famiglia particolare. Maledetti ma al tempo stesso resilienti, sfortunati eppure se la cavano sempre. Billy è la più giovane dei Beede, vive con gli zii dopo che la madre Willa Mae è morta a causa di un aborto casalingo andato male. A farle da contorno oltre agli zii, ci sono Dill, amante della madre, che vive la vita come un uomo, Laz Jackson, ragazzo semplice innamorato di Billy e Snipes, l’uomo che invece l’ha messa incinta ma che l’abbandona.
Billy però ha la testa dura, come i Beede d’altronde, e non si arrende. Inizia in questo modo la strampalata avventura di Billy e di tutti i Beede, alla ricerca di un fantomatico tesoro sepolto con Willa Mae. Verrebbe da dire, ce la faranno i nostri eroi? Cosa succederà dal Texas all’Arizona durante questo incredibile viaggio? Molto, davvero molto.
Noi ci troviamo tra le mani un romanzo corale, dove i pensieri di ognuno dei personaggi fluisce sulla pagina, componendo così un pezzo del puzzle. Attraversiamo il Texas fino all’Arizona, tra comiche riunioni di famiglia, furti strampalati, sprazzi di vita scapestrata di Willa Mae, amori non ricambiati e che accecano e tanta aridità, fisica ed economica.
Pubblicato da Sur, La fortuna dei Beede è un bellissimo romanzo d’esordio che assomiglia a una rappresentazione teatrale, un coro di voci che non addolcisce la realtà, ma la prende così com’è: viva, pulsante, sporca.
Stefania Grosso
