Estratti da La Sfocatura
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Capisce l’importanza di saper nominare dei gesti
che non hanno una traduzione simultanea,
che sono il risultato di tremori e spinte
affidate alla persona di fiducia
attraverso quel suono invisibile e suadente
del filo che scorre e lega.
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Di tutto ciò che ha preparato,
ha disperso ogni retorica carezza, ogni volo;
è stato quasi essenziale, e di colpo,
pensa di aver rovinato tutto.
Cerca di osservare la sfocatura,
poi si concentra sulle braccia che appaiono come fasci lunari.
È uno di quei momenti che accomunano tutte le affinità,
di qualunque genere,
il momento in cui i convenuti sentono una forza propulsiva.
Le invisibilità della vita sono la condizione comune di tanti amori.
Lei ha una canottiera che lascia le spalle scoperte,
le mani di ***** divengono l’albume
che si espande intorno al tuorlo estremo
dell’incantevole spalla di *****.
Adornati da una forza diramatrice,
fanno l’amore come la luna che si distende negli occhi.
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E laddove le conquiste ci fanno credere
che in vita possiamo arrestare le paure con le convinzioni,
a volte una folata di vento o, ancora meglio,
il ribollire di un’idea, ci fa schiudere il contenitore ermetico.
L’odore rinchiuso è stomachevole,
si apprende la propria stoltezza,
la vacuità di una conservazione inutile.
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Cara,
ho conservato i biglietti dei viaggi in cui non ho incontrato ciò che desideravo.
Biglietto, dopo biglietto, riapparivano mete rinfuse della vita. C’è chi li definirebbe infruttuosi, ma, osservando la convalida timbrata di un biglietto datato 16 ottobre, mi chiedo: Cos’è fruttuoso?
Essere rispettati per la propria posizione sociale, guadagnare denaro in virtù di una propria stabilità e/o avere prospettive prefissate e condivise dalla società?
Non intendo rispondere, ma vorrei trovare un buon posto dove indossare il passato, dove il silenzio e la concentrazione dei presenti sollecitano il ripescaggio dei momenti cruciali. Perdermi nel tavolino come la cancellatura di una gomma.
È colpa mia, fu una mia scelta assorbire l’errore per poi frantumarmi in tante briciole.
Non c’è mai stata differenza tra la mano che spazza via e qualche giorno immobile in attesa, perché una volta ridotto a ciglio crespo dell’errore, si rimpiange la cecità che ha annullato ogni ipotetica lettera d’ancoraggio.
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Ci fu una pausa speciale.
Delle tante sospensioni che la vita e l’esistenza propongono,
ce ne sono alcune che restano così impresse da sembrare,
al ricordo, piene di fragore,
mentre non sono altro che il retaggio del momento che le precede,
l’ovazione e la tenda, la fodera e il fendente.
(…)
Estratti dalla silloge di prossima pubblicazione per Seri Editore.
Simone Sanseverinati, laureato presso l’Università degli Studi di Macerata all’indirizzo Storico della facoltà di Lettere. I suoi testi poetici sono apparsi sul quotidiano La Repubblica e online su Poetarum Silva, Arcipelago Itaca blo-mag, Carteggi Letterari, Inchiostro, Inverso, Il Visionario e Il Laboratorio di Grenouille. Alcune poesie sono state tradotte in Francese e visibili sulle riviste digitali “Poétisthme” e “Le Soc“. Ha pubblicato le raccolte “Interviste” (Memoranda, 2017), “45 battiti di cuore” (Le Mezzelane Editore, 2018), “Il viaggio di chi soffia” (Affinità Elettive, 2019) e la novella “Dentikit” (Santelli Editore, 2018).
Altre sue opere, qui.
