Uno spaccato assurdo della vita e dei sentimenti nell’era digitale: Rifiuto di Tony Tulathimutte
Uscito per Edizioni e/o, questo romanzo di Tony Tulathimutte è in realtà una composizione di racconti che sfociano nel post-moderno e ci raccontano, anzi sezionano, la vita e le pulsioni che accompagnano la vita nel XXI secolo.
Rifiuto, titolo a dir poco emblematico, è infatti un romanzo corale, dove ogni capitolo si focalizza su un personaggio chiave che in qualche modo si connette al personaggio dopo, e così via, fino a creare una catena di disagio e situazioni imbarazzanti – e persino violente – che arriveranno a tirare in ballo l’autore stesso in un inserto post-moderno perfetto.
Partiamo dunque dai personaggi: un femminista convinto, che segue tutte le regole del buon alleato, per poi invece sfociare in risentimento e frustrazione; un megalomane fissato con la tecnologia e l’ottimizzazione, compreso quella della razza umana; una persona non binaria, non identificata, senza radici, che cerca in tutti i modi di costruirne o forse far perdere definitivamente le proprie tracce nel grande marasma di internet. Insomma, Tony Tulathimutte mette in scena uno spaccato di vita delle generazioni attuali, spingendole al limite, spingendo tutti a raggiungere i bordi della propria salute mentale ed equilibrio, mettendo in dubbio ogni verità e credenza (che poi, non è ciò che succede online?).
Rifiuto inoltre è costruito con un linguaggio che attinge a piene mani dalla cultura online di questi anni e anche dalle fasce woke della popolazione, costringendo tutti a fare i conti con il significato di queste parole (che sono state rese benissimo nella traduzione italiana di Vincenzo Latronico).
Il risultato è un puzzle di avvenimenti, frammenti di vita di persone estremamente sole che cadono sempre di più nel vortice delle loro ossessioni e deliri, nascondendo a se stessi la verità e la via di fuga. Rifiuto di Tony Tulathimutte è un romanzo assurdamente geniale, indispensabile per i nostri tempi e capace di illustrare con ironia e una piena padronanza della lingua la generazione digitale.
Stefania Grosso
