Tra horror e surrealismo, i racconti di Brian Evenson ci mostrano ossessioni e paranoie di noi umani (e non).
Uscito per nottetempo, come il precedente romanzo, Canzone per il disfarsi del mondo è la raccolta di racconti di Brian Evenson, maestro contemporaneo dell’horror e del weird.
Un padre in fuga, un uomo ossessionato in perenne movimento, un mondo postapocalittico in cui gli umani mutano e sopravvivono, degli occhiali speciali che aprono la vista su un mondo oscuro. Sono solo alcuni dei personaggi e dei temi che popolano questa raccolta di racconti, in cui il tema conduttore sono le nostre paure, il modo in cui ci ossessioniamo (per un rumore, per un sentimento), le nostre illusioni.
Tra paranoia e ansia, i racconti di Brian Evenson portano il lettore in un vortice oscuro, sempre più giù dentro le nostre pulsioni primordiali. Tra colpi di scena e scoperte inquietanti, tra allucinazioni e distopie, Brian Evenson crea inganni e illusioni che feriscono e annientano i personaggi e in qualche modo si riversano sul lettore, lasciando un senso di inquietudine, come se fossimo tutti osservati, come se il mondo fosse sull’orlo del precipizio.
E per quanto assurdo e angosciante sia il mondo dentro questi racconti, Canzone per il disfarsi del mondo è una bellissima panoramica su tutto ciò che si nasconde in noi e in quella zona d’ombra che non sempre vediamo ma esiste e ci circonda. Ancora una volta Brian Evenson inquieta ma al tempo stesso espande la nostra visione dentro l’oscurità dell’animo umano. E di questo ne abbiamo sempre necessità.
Stefania Grosso
