Identità, rotture e storture: sono le poesie di Isabella Paola Stoja
È decisamente un titolo emblematico: Gli specchi interi sono tutti uguali. Nelle poesie di Isabella Paola Stoja, pubblicate da Eretica Edizioni, non si parla di interezza infatti, ma di schegge, di frammenti, di viaggi non lineari nei sentimenti e nella storia.
Divisa in più parti, che richiamano le parti e le funzioni di uno specchio, la raccolta di Isabella Paola Stoja ci porta in un viaggio interiore che affronta una rottura, una ricerca di senso e di identità dopo un dolore, ma anche che si apre al mondo e a come questo interagisce con noi.
Per quanto a lungo abbia ricucito
la faglia che mi apristi prematura
nell’ombra cerco l’apice del filo,
misuro a passi lenti la sutura.
Da Schegge
L’autrice usa varie forme, lunghe, brevi, dialoghi, parole singole lasciate sul verso. Il tutto attraverso un linguaggio lirico ma al tempo stesso limpido, dove ogni immagine si riversa chiarissima nella mente del lettore.
Quanto dura la tregua
per chi non sa rendere conto
al passato.
Se meschino m’illudi, presente,
mi sembra di stare sospesa
sull’onda che mente e rimena
silenzio e boato.
Da Rifrazioni
La penultima parte della raccolta, Oltre il vetro, che indica già un attraversamento, quasi a finire in un’altra dimensione, ci porta infatti in un tempo sospeso, dove la poesia si unisce al racconto. Scelta non casuale, considerando “la fiaba” finale e l’epilogo, che chiudono il viaggio poetico di Isabella Paola Stoja. Un’ottima prova poetica, che ci porta, anche attraverso il linguaggio, su un altro piano dei sentimenti e della loro comprensione.
Stefania Grosso
