Un caleidoscopio di vite ed emozioni per la raccolta di Lydi Conklin, Rainbow Rainbow
Non capita tutti i giorni di leggere racconti come questi di Lydi Conklin. Per prima cosa perché i personaggi sono tutti queer, da trans a non-binari. Secondo perché queste storie sono infuse di cupezza o di doppia morale, anche nelle trame più leggere.
In Rainbow Rainbow, uscito per Racconti Edizioni, troviamo un po’ di tutto. Una ragazzina che mette in dubbio il proprio genere a causa di una recita scolastica, due amiche alla scoperta della sessualità attraverso menzogne e fughe da casa. Ma anche coppie all’apparenza stabili, ragazz* alla ricerca di vendetta e vie di fuga, e persone che sulla soglia della mezza età finalmente aprono la porta alla propria identità.
In questa moltitudine di personaggi e situazioni, Lydi Conklin è sublime nel metterci di fronte la quotidianità e semplicità di molti gesti, ma allo stesso tempo si espande nei territori ancora poco – purtroppo – esplorati di pronomi giusti, transizione e disforia di genere. Si ride e si soffre nei racconti di Rainbow Rainbow. Ci sono situazioni sicuramente comiche o surreali ma tutto si travolge in altri paragrafi dove pervade una tristezza e anche violenza, che causa una crepa, che forma un’ombra scura davanti all’arcobaleno.
I racconti di Lydi Conklin sono esuberanti, pieni di vita, e dunque pieni di sfaccettature e atti che potremmo giudicare “sbagliati” ma che ognuno di noi ha in qualche modo commesso. Una sequenza di storie in cui i personaggi sembrano intrappolati, nei loro corpi, nella loro identità, nella loro depressione, ma che in qualche modo, anche grazie a questi atti sbagliati, daranno vita un nuova opportunità, a una nuova libertà.
Stefania Grosso
