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Marge Piercy Donna sul filo del tempo Sur recensioni

Marge Piercy – Donna sul filo del tempo

Posted on 10 Giugno 20255 Giugno 2025 by Stefania

Un viaggio nel tempo per denunciare violenze e diseguaglianze sociali ancora presenti

Uscito negli anni ’70, questo romanzo di Marge Piercy è stato definito una pietra miliare della speculative fiction e finalmente, grazie a Sur, abbiamo una nuova edizione e traduzione italiana.

La donna sul filo del tempo è Connie Ramos, newyorkese di origine messicana, che vive in una situazione difficile, di povertà e con problemi pregressi, sia con la legge sia con la propria salute mentale. Connie infatti è già stata internata in precedenza, a seguito di una denuncia per violenza su sua figlia. Ora non le resta più molto, il suo spoglio appartamento, e l’affetto per una nipote che però è costretta a sottostare alle violenze del suo fidanzato-protettore. Proprio a seguito di una lite con lui, Connie verrà rinchiusa di nuovo in una struttura psichiatrica. Poco prima però, Connie aveva ricevuto la visita di Luciente, che, a suo dire, arriva dal 2137.

All’interno dell’ospedale psichiatrico, Connie si scontra ancora una volta con razzismo, soprusi e indifferenza alla sue richieste, alla sua salute, da parte del personale sanitario. All’interno della struttura però troverà degli alleati, e soprattutto ha alla sua parte Luciente, che porterà Connie, attraverso una specie di proiezione corporea, a conoscere Mattapoisett, il villaggio utopico nel futuro.

Qui Connie scoprirà uno dei futuri possibili: un mondo utopico dove le differenze di genere e di ruoli non sono più significative, dove la tecnologia e le risorse sono disponibile per tutti, dove le decisioni sono collettive e l’invidia e gli scontri personali vengono risolti in chiave riparativa. Connie ne è affascinata e al tempo stesso scettica. Funziona davvero? Ciò che vede è tutto reale? E mentre cade sempre più a fondo nelle violenze all’istituto, complice anche l’essere sottoposta a un trattamento sperimentale, Connie si lega sempre più a Luciente e agli strani abitanti di Mattapoisett, che portano nomi indigeni e sono così aperti e premurosi verso di lei.

In un crescendo di emozioni, Marge Piercy carica Connie e noi lettori, spingendo all’azione, spingendo verso la ribellione, verso la possibilità di un futuro diverso, dove violenza e discriminazioni non esistono. In Donna sul dilo del tempo Marge Piercy ci concede di immaginare un futuro diverso, dove una nuova società, più equa (anche se non priva di difetti), ha preso il sopravvento. Attenzione però, è solo uno dei futuri possibili. È proprio questo il filo del tempo: Connie infatti vedrà anche un altro futuro, in una piega del tempo, dove le cose sono ancora peggio di ciò che vive quotidianamente nella New York degli anni ’70. Perché il futuro è modificabile, è ancora nelle nostre mani, ma dev’essere uno sforzo collettivo, dev’essere un’unione di intenti, la stessa che muove il mondo di Luciente. Sul finale, rimaniamo in bilico: vero o no, la visione di Connie e Luciente è potentissima, ed è l’invito, valido ancora oggi, a prendere in mano il futuro.

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