Mediterraneo Terminale ci porta in un mondo in bilico tra la fine dovuta al disastro ambientale e intrighi politici
Mediterraneo Terminale di Matt Briar inaugura la collana fantascientifica di iDobloni Edizioni, e lo fa in grande stile. Il libro infatti ci porta in un mondo sospeso, un nord Italia ormai sull’orlo del collasso ambientale, in cui non sembra ci sia via di fuga.
Su questo sfondo si muovono il protagonista, voce narrante di questa storia, e i vari emblematici personaggi che ci muovono intorno a lui. La sorella scomparsa, la bizzarra zia, e soprattutto i Magnati, il gruppo di tecnoarti, considerato terrorista dal governo centrale ma acclamato dalle folle. Ed è proprio in una delle loro apparizioni pubbliche che il nostro eroe verrà trascinato dentro il mondo delle tecnoarti e dell’ecoterrorismo, nella speranza di riportare un po’ di felicità in un mondo oppresso e annebbiato.
Se il futuro è fatto solo di sudore, calore opprimente e droga per dimenticare il dolore, allora forse i Magnati hanno davvero un’alternativa? La domanda aleggia nell’aria, si fa strada dentro la mente del protagonista e dentro il lettore.
E in tutto ciò Matt Briar ci fa riflettere su quale sarà il nostro futuro, su come stiamo plasmando il nostro mondo verso la distruzione e l’annientamento della gioia e della speranza. Mediterraneo Terminale è un monito, un avvertimento su cosa potremmo affrontare in un futuro molto prossimo. Ed è proprio questo che ci si aspetta da un libro fantascientifico.
Stefania Grosso
