Agustina Bazterrica ci porta dentro un culto feroce cresciuto in seno alla fine del mondo
Il mondo è al tracollo. Disastri naturali e guerre climatiche hanno distrutto il mondo come lo conosciamo e ora non resta che piogge acide, una terra velenosa e poco altro. Dentro le mura della Casa della Sacra Sorellanza però si continua a vivere.
A vivere attraverso la fede, senza cui non c’è salvezza, come continua a ripetere la Sorella Superiora e Lui, entità mai vista ma temuta da tutte le donne rinchiuse nel convento, dalle serve alle Illuminate, dalle sante alle indegne, come la nostra protagonista. Senza nome, senza poter utilizzare la propria lingua, la protagonista di Le indegne di Agustina Bazterrica, edito da Eris Edizioni, scrive di nascosto la sua storia e pian piano inizia a ricordare.
Ricorda sua madre, ricorda la fine, l’incontro con un gruppo di bambini sperduti, l’affetto per Circe, e poi ancora la violenza, la fame, l’arrivo alla Casa della Sacra Sorellanza. I soprusi, l’odio. Helena, il nome che ritorna e che però fa male ricordare. Fino a Lucía, la nuova arrivata, la chiave che può spezzare i segreti che circondano la Sorella Superiora e Lui. Così sarà, in un finale struggente, dove è forse l’amore che libera e non la fede.
Debitrice di Margaret Atwood, ma anche di I who have never known men di Jacqueline Harpman, Le indegne di Agustina Bazterrica, è un romanzo potentissimo, brillantemente costruito come un lungo diario, che misura violenza e tenerezza, forza brutale e poesia. Brillante, senza mai distogliere lo sguardo, anche dai momenti più cupi, mostrandoci sangue e ferite, e soprattutto mostrandoci i lati oscuri dell’animo umano. Agustina Bazterrica ci consegna un romanzo doloroso, da vertigini, eppure così necessario, così utile per comprendere il nostro mondo e il nostro essere brutale eppure capaci di amore.
Stefania Grosso
